Irlanda, una terra da Fiaba

Certe volte bisogna partire con un buon compagno di viaggio lasciandosi tutto alle spalle. Certe volte bisogna solo decidere una meta.
A ottobre io e il mio ragazzo abbiamo deciso di farci qualche giorno di vacanza per staccare la spina e di opzioni ne avevamo: Portogallo, Scozia, Irlanda, Olanda…
Alla fine abbiamo optato per l’Irlanda!
E io, da brava organizzatrice ossessiva compulsiva, a 2 settimane dalla partenza avevo già fatto un elenco infinito di cose da vedere e di luoghi dove andare… Dati i pochi giorni a disposizione abbiamo dovuto eliminare 3/4 della lista perché o ci facevamo una maratona a Dublino, e di conseguenza poi ci venivano a recuperare in ospedale per collasso polmonare, o rimanevamo sani (per modo di dire).
In ogni caso mi son resa conto di quanto questo viaggio abbia risvegliato la mia parte più curiosa, il mio lato bambino che non vuole smettere di dire “GUARDA, CHE BELLO”, e si. L’ho detto davvero troppe volte, a metà del secondo giorno stavo per essere soppressa. Ho passato le 200 menzioni.

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Day 1 – Ce la faranno i nostri eroi?

Queste vacanze sono iniziate MALISSIMO. Anzi, abbiamo rischiato che non iniziassero neanche.
20191015_215943-minArrivati all’aeroporto di Orio al Serio siamo rimasti imbottigliati nel controllo documenti e passaporti. Avremo sentito “il gate per il volo ryanair xxxx diretto a Dublino sta per chiudere” almeno 3/4 volte e ogni volta la fila sembrava allungarsi anziché diminuire. Abbiamo buttato un biglietto Pryority letteralmente nel wc.
Fortunatamente una volta saliti in aereo il viaggio è andato tutto liscio e non c’erano né bambini urlanti né persone ansiose che disturbassero il volo.
Siamo arrivati a Dublino alle 23:30 (00:30 in Italia) e abbiamo preso un taxi per dirigerci all’albergo.
Per le prime due notti abbiamo optato per il Bonnington Hotel & Leisure Centre, un albergo
a pochissimi km dal centro città con servizi eccellenti. Per essere un 3 stelle non potevamo chiedere di meglio: stanza immensa, bagno tenuto molto bene e avevamo anche a disposizione la Spa dell’Hotel, che però ahimé non abbiamo neanche visto. La voglia di visitare la città ha avuto la meglio.
Dopo aver abbandonato i bagagli alla bell’e meglio nella stanza era decisamente ora di cenare.20191016_001102-min
Dalla hall ci hanno chiamato il taxi, che in pochissimi minuti ci è venuto a prendere e siamo andati a Temple Bar, zona famosissima di Dublino per i suoi pub vecchio stile.
E qua abbiamo scoperto che le abitudini degli irlandesi son ben diverse dalle nostre: dopo le 21:30 nessuno serve più da mangiare. E mo?
Tipica cena irlandese (sarcasmo a parte) da Zaytoon: cucina persiana. Praticamente il nostro primo pasto è stato un kebab.
Però devo dire la verità, a parte i 4kg a testa di cipolla è stata un’ottima cena.
Dopodiché ci siamo goduti le silenziose e gelide vie vicine al locale, popolate da gabbiani urlanti ruba-pizze.
Dublino di notte diventa magica e i monumenti vengono illuminati in un modo splendido, ma dopo poco abbiamo desistito per il vento pungente, abbiamo chiamato un taxi e, tornati in albergo, ci siamo addormentati in un letto king size da favola.

 

Day 2 – Buoni propositi

 

Il giorno dopo, pieni di buoni propositi, abbiamo rimandato la sveglia fino alle 11 e aprendo le tende abbiamo scoperto un pallido sole, ero entusiasta della cosa!
Anche se poi ho scoperto che il vento non è clemente con chi, come noi, prova a fare la wonderwoman/il superman della situazione uscendo solamente con un maglioncino leggero e una felpa. Copritevi. Ve lo dico con il cuore.
Ci siamo subito diretti alla fermata dell’autobus a pochi metri dall’hotel e con pochi euro abbiamo preso un biglietto per attraversare la città, avevamo un piano in mente e andava rispettato! O, come i buoni propositi della sveglia, ci abbiamo provato.
Rispetto all’italia i mezzi pubblici sono puntualissimi e iper moderni: siamo saliti su un due piani da fine del mondo; ci potete credere che per ogni seduta è presente una presa usb per ricaricare il telefono? Io ero allibita, sembrava un veicolo alieno!
20191016_120349-minStar seduti al secondo piano vi permetterà di fare un sightseeing in completo relax, ma attenzione a scendere gli scalini mentre il bus è in movimento, sono parecchio ripidi, soprattutto se siete alti un metro e mezza cicca come me.
Scesi dall’autobus ci siamo avviati verso la National Gallery of Ireland ma lungo la strada la fame ha iniziato a chiamarci insistentemente e io mi sono innamorata di un luogo: Offbeat Donut Co.
Ho mangiato i donuts più grassi, buoni e belli della mia vita. Eh si, anche l’occhio vuole la sua parte! Ho accompagnato un meraviglioso red velvet con un latte chai, un po’ troppo dolce per come sono abituata, ma che sogno. Si, sono una potenziale obesa patologica, ma non so come continuo ad evitare il dottor Nowzaradan!
Finiti i nostri donuts ci siamo avviati nuovamente per il nostro primo spot del “Dublin Tour”: la National Gallery.

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Uno dei corridoi della National Gallery


Per me che sono appassionata di arte è stato a dir poco emozionante vedere una galleria del genere: ben illuminata, spaziosa, con panche di fronte ad ogni opera o quasi… Mi sarei voluta rinchiudere lì per sempre. Ah, dimenticavo la cosa più importante! E’ GRATUITA!
Dopodiché abbiamo girato l’angolo e ci siamo ritrovati di fronte al parlamento senza saperlo, semplicemente immenso.
E subito accanto c’era una tra le mete più ambite: il museo “delle bestie morte”, detto anche National History Museum.20191016_132802-min
Due piani, visitabili in forma gratuita, che contengono animali provenienti da un po’ tutto il mondo, passando dai freddi mari irlandesi alla torrida savana.
Fateci un salto, merita un po’ del vostro tempo.
Una cosa che mi ha lasciata strabiliata per le vie della città sono state le porte dei palazzi, tutte diverse, tutte colorate e adornate da colonne, passando dallo stile corinzio alle colonne completamente lisce. Ne avrò fotografate a decine.
Cercando di non farmi investire dalle macchine che circolavano al contrario ho camminato velocemente, cercando di evitare l’ipotermia, fino al St. Stephen Garden, un giardino pubblico vivace, vissuto, ricco di gabbiani (strano eh?).
E’ stata una delizia per gli occhi vedere gli alberi che iniziavano a diventare macchie gialle mosse dal vento e che pian piano si spogliavano nel laghetto.
Per fare qualche ritratto è un luogo perfetto, ma non fate come me, che ho fatto congelare il mio ragazzo per fotografarlo ad oltranza ahahah.
Usciti dal parco ci siamo trovati dinnanzi alla Dublin Unitarian Church, una delle tante chiese presenti nella città. Ma non è quella a cui puntavamo, difatti poco distante troverete la St. Patrick’s Cathedral, cattedrale risalente al 1220 dedicata al patrono, ovvero San Patrizio (sicuramente conoscerete la fantomatica festa annuale in suo onore). L’ingresso costa 8€ a persona ma, per osservare le vetrate, le statue, la maginfica struttura e tutto il resto potrebbe valerne la pena, anche se la mia cattedrale preferita al momento rimane la Cattedrale di San Vito a Praga.

A forza di camminare abbiamo ragionato su una cosa… in quasi 24h in Irlanda non avevamo ancora bevuto della birra. Imbarazzante!

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Ingresso della Guinness Storehouse

Perciò per rimediare abbiamo fatto tappa alla Guinness Storehouse, la fabbrica della birra più famosa d’Irlanda. Una parte dell’immenso stabile è stata adibita a museo: ben 7 piani dove vi verranno raccontati la storia, le caratteristiche, il mondo pubblicitario e molto altro di questo storico marchio. Inoltre per gli amanti dei souvenir al piano terra potrete trovare uno store gigantesco, troverete DI TUTTO!
Il costo del biglietto è relativamente alto: 25€, ma non buttatelo dopo essere entrati! All’ultimo piano potrete sorseggiare una Guinness o una 13 Hop House Lager con una vista pazzesca su tutta Dublino presentando il biglietto d’ingresso.
20191016_171559-minInoltre ci sono svariate esperienze da poter fare, tra cui la degustazione, però informatevi prima, alcune hanno un costo extra e sono da prenotare.
Sappiate che il tempo in quel mondo colorato scorrerà ad una velocità incredibile e ci potreste passare parecchie ore. Noi siamo entrati alle 16:30 e siamo usciti alle 19:30, bruciando così l’ultima tappa che avevamo in programma ovvero la Christ Church Cathedral, ma pur non essendo riusciti ad entrare abbiamo dedicato una decina di minuti ad osservarla dall’esterno: semplicemente imponente.
Se voi doveste riuscire a sfruttare meglio il vostro tempo, cosa abbastanza semplice, vi consiglio anche di fare un salto al Dublin Castle, a poche vie di distanza.
Erano ormai le 20 e per non rischiare di rimanere a stomaco vuoto ci siamo avviati velocemente verso Temple Bar, distante circa 200/300 metri.
Prima di partire, curiosando sul web, ho scoperto un locale da sogno tipicamente irlandese, il Merchant’s Arch, che è diventato la nostra ultima meta prima di rientrare in hotel.IMG-20191022-WA0093-min
Non so nemmeno cosa dire da quanto mi ha colpita. E’ lungo la Wellington Quay, una via che costeggia il fiume Liffey ed è un luogo magico, due piani: il piano terra è dedicato a chi vuole bersi una birra o fare un pasto veloce e fanno musica dal vivo durante il weekend, poi, andando oltre la sala, troverete una scala a chiocciola che si abbarbica lungo delle pareti color mattone stracolme di quadri. Al secondo piano troverete una zona più tranquilla dove potrete cenare con dell’ottima musica acustica live e… Avrete un aereo sopra le vostre teste! Penso sia stata una tra le cene più romantiche, tranquille e piacevoli della mia vita e accidenti… Ho mangiato davvero bene. Tra una zuppa tipica (che abbiamo condiviso), un’ottima birra e un secondo di carne ho riempito la pancia che ormai brontolava parecchio e ho fatto godere le papille gustative!20191016_193418-min
Il conto è stato assolutamente in linea con i prezzi della città; considerate che rispetto all’Italia una cena per due potrebbe costarvi in media 60/65€, quindi leggermente di più, ovvio, se siete abituati ai ristoranti stellati vi sembrerà una bazzecola ma ne varrà certamente la pena.
Dopodiché vi consiglio una passeggiata per smaltire lungo il fiume illuminato dalle luci dei ponti e dei palazzi.

Day 3 – Riusciranno i nostri eroi a non fare un frontale?

Ma che bel buongiorno! Un’altra giornata di sole in quel piccolo paradiso chiamato Irlanda! Manco in Italia, oh!
Chiusa la valigia abbiamo abbandonato il nostro hotel, decisamente a malincuore, per andare verso l’aeroporto e ritirare la nostra macchina… A sopresa.
Abbiamo noleggiato tramite SIXT un un’auto a sorpresa e ci ha attesi nel parcheggio una spaziosa Tiguan. Decisamente enorme rispetto alla mia Valentine e soprattutto con tutto al contrario! Aiuto. Il mio primo pensiero è stato “Cosa ci faccio seduta al posto di guida senza volante e senza pedali? Fortuna che il cambio è ancora al suo posto!”
Abbiamo rischiato dopo 100 metri di prendere una rotonda contromano, ovvero nel senso20191017_134953-min

giusto per noi. Ma poco dopo ci siamo abituati e il viaggio è stato più che piacevole.
Ci siamo diretti a nord, verso Belfast, e poco dopo la città ci siamo fermati in autogrill per pranzare poiché eravamo solamente a metà del tragitto.
Parlando di autogrill, non pensate a quegli orrori a cui siamo abituati, qui sono silenziosi, estremamente puliti e con 6 sterline potrete prendere un panino gigante e gustoso, oppure, come ho fatto io, una vaschetta di noodles talmente grande che non son riuscita a finirla nemmeno con l’aiuto di Dimitri.

S.O.S. obesità!
Con la pancia pienissima abbiamo ripreso il nostro viaggio e pian piano ci siamo avvicinati all’oceano. Eh si, un po’ di natura e coste frastagliate non potevano mancare.
Fate attenzione, se non siete abituati a guidare contromano le strade provinciali potrebbero essere un po’ ostiche inizialmente.
20191017_163036-minLa nostra prima vera meta della giornata è stata il Dunluce Castle, un castello ormai diroccato affacciato sull’oceano. Il costo d’ingresso è di 5.50£, un prezzo irrisorio poiché è perfettamente curato e per il panorama che potrete ammirare potrebbe valerne anche qualcuna in più.
Inoltre se avrete fortuna potrete ammirare i delfini che nuotano poco disanti, e per me che non li avevo mai visti se non all’acquario o allo zoo è stata un’emozione bellissima. Ma vi prego, state attenti. Il fondo dove camminerete potrebbe essere scivoloso per la pioggia frequente e ahimè io ho rischiato di rompermi per la seconda volta l’osso sacro. Che dolore!
Ah già. Qui e nella prossima meta sono state girate delle scene di Game Of Thrones perciò se siete appassionati sappiate che l’Irlanda del nord pullula di luoghi resi famosi da questa serie.
20191017_170846-minIl cielo ha iniziato a oscurarsi e perciò di fretta e furia ci siamo avviati verso la Giant’s Causeway. Per arrivarci dovrete abbandonare la macchina nel parcheggio dedicato e potrete scegliere se godervi una camminata lungo la costa o se prendere una navetta con 1£. Il mio consiglio è di camminare, il percorso ha una pendenza leggera e il paesaggio è mozzafiato. Ci siamo fermati non so quante volte per goderci il panorama e scattare decine e decine di foto.
Questo luogo vi saprà sorprendere grazie alle migliaia di pietre di origine vulcanica a forma principalmente esagonale. E’ un Sito UNESCO dalla fine del 1900 e in passato è anche stato d’ispirazione per numerose leggende sui Giganti, così come riportato nel nome.
20191017_181136-minCi siamo presi del tempo per rilassarci con il meraviglioso suono delle onde che si infrangevano contro queste magiche pietre. Dopo un po’ abbiamo sentito le prime gocce di pioggia cadere sulle nostre teste e per questo motivo, poiché l’ultima navetta della giornata era già partita, ci siamo avviati velocemente verso la macchina e arrivati al parcheggio abbiamo ammirato un tramonto incredibile, grazie a un sole rosso incorniciato da delle nuvole blu e violacee cariche di pioggia.
Avviandoci poi verso Belfast abbiamo deciso di fermarci, nonostante fosse ormai buio, a The Dark Hedges, 20191017_185310-minuna via caratterizzata da dei faggi lungo ogni lato che si abbracciano ad arco, creando un tunnel naturale davvero incredibile. L’arrivo è stato un po’ da storia dell’orrore, poiché dopo aver camminato accanto ad un casale in stile maniero della strega cattiva, il cielo ormai scuro è stato riempito da uno stormo di corvi gracchianti, ma camminare sotto questi alberi circondati da pascoli stracolmi di pecore è stato davvero piacevole.
Stanchi e affamati abbiamo ripreso il nostro fedele Tiguan impostando il navigatore per Belfast. Aveva iniziato a piovere e avevamo ancora un’ora di viaggio, heeeelp! Fortuna che abbiamo passato il tempo a cantare con la musica a tutto volume.
Belfast è davvero trafficata rispetto a Dublino e certi svincoli vi potrebbero ricordare certe strade di Milano e Roma, con una piccola differenza: non sentirete clacson, che bella sensazione non essere stressati come nella quotidianità italiana.
Dopo un paio di giri di troppo siamo arrivati al Ramada by Wyndham Belfast City Centre, un hotel davvero carino praticamente in centro. Una cosa che ho appurato grazie ai 3 hotel in cui abbiamo pernottato è che, a differenza dell’Italia, durante il check-in non vi chiederanno

i documenti ma faranno compilare, solo a chi ha prenotato la camera, un modulo di autocertificazione.
La camera era ben tenuta anche se di dimensioni ristrette rispetto a quella di Dublino, la cosa più spiacevole è stata la vista dalla finestra… Inesistente. Ahimè c’era un muro di uno stabile.
Giusto il tempo di una doccia e…20191018_121506-min
Cibo. Il cibo ci chiamava a piena voce e avevamo voglia di carne, fortunatamente a 200 metri abbiamo trovato il 44 Hill Street, un ristorantino in stile industriale che abbiamo trovato completamente vuoto poiché era ormai “tardi”. Ci hanno comunque accolti in maniera super educata e ci hanno servito un ottimo pasto, gli hamburger ve li consiglio, sono fenomenali!
Dopo aver cenato abbiamo iniziato a camminare per le vie vicine, ammirando dall’esterno la Saint Anne’s Cathedral e commentando allibiti alcuni murales davvero wow; abbiamo poi scoperto la mattina seguente che Belfast ne è letteralmente invasa!

Abbiamo poi deciso di rientrare in hotel e siamo letteralmente collassati nel letto.

Day 4 – un giorno gelido

Faceva freddo e tanto per cambiare avevamo fame. Poi accidenti! Non avevamo ancora fatto una tipica english breakfast, dovevamo rimediare.
Con molta calma ci siamo incamminati verso il centro, passeggiando tra negozi e murales e dopo poco siamo arrivati al Belfast City Hall, ma date le tempistiche ristrette della giornata lo abbiamo ammirato solamente dai giardini.20191018_103511-min.jpg
Dopodiché abbiamo raggiunto l’Harlem Cafe, un locale davvero eccentrico, pieno di oggetti stravaganti ma davvero ottimo per la colazione; con 10£ a testa abbiamo mangiato in modo davvero esagerato, difatti ci hanno portato un piatto con pane, pancake, uova, faglioli, salsiccia, black pudding, funghi, mezzo pomodoro e bacon (piccolino e ipocalorico ah?), accompagnando il tutto con una teiera stracolma di the bollente per me e una tazza di caffè americano per Dimitri, che si è pentito ben presto della scelta.
Con lo stomaco fin troppo pieno ci siamo poi avviati verso il fiume Lagan, che si collega al porto e al mare del Nord.

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Titanic Museum

Proprio da questo porto è partito il Titanic 108 anni fa, difatti vi è un museo dedicato, anche se noi abbiamo optato per non visitarlo, il costo è di 25£ a testa, decisamente troppo alto! Però l’ingresso ci ha permesso di non morire congelati dato che ha iniziato a piovere e soprattutto ha iniziato a soffiare un vento gelido a una velocità assurda. Ripreso l’uso delle gambe abbiamo deciso di ripartire verso Dublino, facendo però tappa a Newcastle per poter ammirare così il paesaggio costiero anziché percorrere solamente l’autostrada in mezzo alle colline.
Tramontato il sole abbiamo raggiunto Howth e il suo faro, aspettandoci chissà cosa…

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Faro Di Howth

invece abbiamo percorso a piedi una stradina non illuminata fino al microscopico faro che ci ha un po’ delusi… Ma la pace che abbiamo provato era tutta quella che, purtroppo, non ci saremmo goduti quella notte…
Rientrati a Dublino per la nostra ultima serata di questa splendida vacanza siamo andati a caccia di cibo prima di avviarci verso l’hotel.WhatsApp Image 2020-05-09 at 13.04.20-min

Essendo un venerdì sera abbiamo avuto la sfortuna di non trovare posto nel ristorante dove volevamo andare, ma abbiamo optato per il Brookwood Dublin, un ristorantino intimo, con pochi coperti dove abbiamo mangiato dell’ottima carne, accompagnata da salse e contorno a scelta, personalmente vi consiglio gli anelli di cipolla, erano davvero ottimi. Unica pecca? I dolci. Buonissima la torta al cioccolato, nulla da dire. Ma 8€ per una fetta grande come un dito mi sembrano eccessivi. Il conto è stato di 70€ in due, mannaggia alla mia golosità.
A poche vie di distanza c’era il nostro hotel, in cui avevamo riposto grandi aspettative dato che dalle recensioni sembrava spettacolare. Ecco… Era l’esatto opposto.
Arrivati alla reception mi fanno firmare un foglio dove mi avvisavano che l’hotel si trova al di sopra

di un night club e che ci sarebbe stata musica fino al mattino seguente.
Già lì mi era partita un’imprecazione non da poco. A quel punto, già incazzata, provo a prendere l’ascensore. Niente, dopo un’attesa infinita non era ancora arrivato al piano terra. Desistiamo e decidiamo di fare le scale. Arrivati nella camera l’ennesima delusione. Piccola, triste, poco curata. Ho deciso di sdraiarmi un momento intanto che il mio ragazzo era in doccia. Mi è partito un urlo schifato. Sotto il mio cuscino vi erano un pigiama da donna, dei calzini e dei boxer. Dimitri è corso in reception, si sono rifiutati di cambiarci la camera e ci hanno offerto un free drink al night club. Che presa per i fondelli, per non dire altro.
La mia nottata da incubo è proseguita con l’impossibilità di dormire. Mi sono addormentata alle 5, minuto più minuto meno. Quanto ho invidiato Dimitri e la sua abilità di addormentarsi in 2 secondi netti.

Day 5 – Il rientro a casa

Quando è suonata la sveglia sono stata sopraffatta dalla felicità nonostante la stanchezza e nonostante ciò significasse che da lì a poche ore sarei rientrata in Italia.
Scesi in reception per consegnare le chiavi speravamo che almeno ci offrissero la colazione dopo i vari inconvenevoli. Ma ovviamente ci hanno salutati come se niente fosse con un “sorry”.
Ecco. NON PRENOTATE MAI AL “House Bedrooms Dublin“. Tra l’altro abbiamo pagato più per una notte lì che negli altri hotel. No comment.20191019_105614-min
Recuperata la macchina ci siamo avviati da offbeat donuts co per l’ultima grassa colazione. Ho optato per un set da 3 donuts che erano la fine del mondo e si. Ce li siamo mangiati con molta tristezza in aeroporto prima di passare i controlli.
Da lì a poco abbiamo scoperto l’ennesimo ritardo di Ryanair ma poco ci importava. Eravamo felici.

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Penso che mi porterò per sempre l’Irlanda nel cuore, è stato un viaggio che mi ha dato tanto.
Ci ho impiegato parecchio a scrivere questo articolo e a riprendere in mano il blog, ma nell’ultimo anno sono successe parecchie cose che hanno cambiato la mia vita, mi spiace avervi abbandonati!

Purtroppo non vi saprò dire quale sarà il mio prossimo viaggio per l’attuale situazione COVID-19 ma spero di avervi fatto venir voglia di partire per questi luoghi meravigliosi e soprattutto spero di potervi raccontare al più presto di nuovi viaggi!

Vi sono vicina,

Love

#RedBananaTravel

ireland
Tappe fuori Dublino

 

7 Comments

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  1. Bellissimo articolo, come sempre la fame mi ha pervaso non appena ho visto la English Breakfast che adoro. La depressione per l’astinenza da Fotografie e Viaggi mi ha colpito poco dopo. Chissà quando se ne potranno fare altri.

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  2. Bellissimo articolo 😉
    Passa nel mio blog se ti va

    Piace a 1 persona

  3. Deve essere bellissima 😍

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