Exploring Switzerland

8 dicembre, l’Immacolata. Una giornata di relax che io non volevo assolutamente passare chiusa in casa o in qualche centro commerciale, quindi qualche giorno prima mi sono fatta aiutare da Mattia di Special Stages per creare il percorso di quella giornata, una giornata che ero indecisa se passare in Svizzera o in Austria.IMG_20181208_115928.jpg

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Lago di Lecco

Alle 7, dopo aver scaldato l’auto, sono partita verso Lecco, dove poi ho incontrato Michele con la sua Megane RS, che è stato il mio compagno di viaggio per questa giornata. Arrivata a Lecco una sosta per la colazione sul lungolago non poteva mancare, in modo tale anche da rivedere poi il percorso dato che io in Svizzera era da prima che avessi la patente che non ci andavo.
Partiti da Lecco il percorso è stato una noiosa tangenziale fino a Chiavenna, da lì la Svizzera si è rivelata fin da subito unica, tra neve, strade perfette e… La benzina a 98 ottani che costa 1.50€/l! Tappa benzina obbligatoria, anche se appena scesa dalla macchina il freddo iniziava a farsi sentire. Primo passo della giornata? Il Maloja, strada curatissima, tornanti molto belli e c’è un’ottima visibilità su quasi tutto il percorso, unico problema? Non sono riuscita minimamente a godermelo a causa di una decina di turisti che andavano a 20 km/h in pieno rettilineo. Subito dopo il Maloja la strada si apre su una splendida vallata con il lago di Sils che faceva da specchio perfetto alle montagne candidamente innevate, ma decidiamo di fermarci più avanti, causa mancanza di parcheggi liberi, al lago di Silvaplana. Lago famoso a livello internazionale per le gare di Kitesurf;

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Onboard dal Julierpass

dopo qualche foto e video la nostra meta è diventata il Julierpass, che fin da subito si è rivelato suggestivo con un candore surreale dato dalla neve e dal ghiaccio presenti anche sul tragitto, fatto che però ha rallentato notevolmente la marcia ma che mi ha concesso di godere appieno di questa meraviglia naturale.
Arrivati al parcheggio del paesino subito dopo il passo, dato che non c’erano rifugi aperti, decidiamo di tornare verso Saint Moritz e di mangiare poi nel cuore di questa famosa cittadina. Il problema è diventata poi la risalita, il ghiaccio iniziava a non concedere più trazione e io iniziavo a pregare di non rimanere bloccata in mezzo alla neve, bello eh, ma a casa ci volevo tornare! Dopo qualche imprecazione il percorso è diventato nuovamente più fattibile e siamo arrivati a Saint Moritz infreddoliti a causa dei – 8° ma tutti interi; un paese che non ha bisogno di presentazioni è certamente questo, il lusso lo si nota fin da subito, difatti i negozi che ci si pongono davanti sono solo di marchi di lusso e alta moda, negozi tutti ricavati da palazzi storici che rendono il tutto ancor più a mo’ di paese dei balocchi. dav
La ricerca di un ristorante dove mangiare è stata più complessa, molti non avevano ancora iniziato la stagione e per alcuni di quelli aperti serviva una piccola fortuna per mangiare. Alla fine siamo riusciti a trovare un compromesso, ovvero Hanselmann’s Erben AG Che oltre ad essere una pasticceria ha una graziosa sala dove vengono proposti piatti dalle svariate provenienze. Due primi e due coca-cola alla “modica” cifra di 63 franchi, ovvero 58€ circa. (In proporzione ho speso meno a pranzare davanti al Colosseo).
Dopo esserci rifocillati notiamo che sono ormai le 15 passate e il sole non vogliamo che ci tradisca prima di arrivare in cima al Bernina. Passo davvero a pochissimi chilometri da Saint Moritz che lascia a bocca aperta, anche qui la strada non era pulita, ma perlomeno non c’era il fondo ghiacciato a differenza del Julierpass.
Man mano che salivamo il sole iniziava a calare e le montagne si sono tinte di arancione e rosa, ma la temperatura, sotto i – 10°, mi ha fatto desistere dallo scendere dall’auto per fare qualche foto, mi accontento di rivedere le riprese della gopro.
photo5859696196753404312La discesa dal passo poi è stata incredibile, la neve ha fatto spazio a foreste verdi e rigogliose, e a una strada incredibilmente pulita e veloce, che mi ha ricordato il Col de Vars che più che la strada di un passo sembra un’autostrada italiana.
Arrivati poi a Poschiavo abbiamo rallentato l’andatura, mi son goduta un po’ di musica in macchina, e infine passato il confine ho salutato il mio compagno di viaggio e sono tornata a casa passando dall’Aprica ormai illuminata dalle sole luminarie natalizie del paese.

È stato un viaggio di cui avevo bisogno, che mi ha fatta evadere dalla routine e dalla quotidianità.
Ora mi aspetta un mese di relax forzato per poter rifare il motore, ma chissà, potrei fare un viaggio in treno verso qualche città italiana. Non vedo l’ora che sia febbraio per iniziare una splendida stagione 2019, che son sicura che mi riserverà grandi sorprese e viaggi avventurosi.

Cosa aspettate? Guardatevi il VLOG di questa follia invernale!

#RedBananaTravel

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